Il Salento sulla punta di tre leggende

Il Salento è un titolare involontario di uno dei paesaggi più pittoreschi che l’Italia possa offrire.

E’ una terra davvero speciale, dove connubi di cultura, tradizione e divertimento sono inscindibili e capaci di offrire delle villeggiature assolutamente indimenticabili.

Sul Salento si sa più o meno tutto: storia, origini e tradizioni.
Ma oggi voglio presentarvi qualcosa di davvero curioso.
Un anonimo paroliere in piena epopea greca, affermava con grande intuito che “le popolazioni hanno il loro carattere racchiuso nelle grammatiche nascoste del mito”.

E quale migliore modo di introdurre una regione dall’apprezzabile valore storico come il Salento, se non con delle brevi ed interessantissime leggende?

SAN PIETRO ED IL SANTUARIO DEL PARADISO

Si tratta di una leggenda tramandata da secoli e secoli dai capuani.
Si narra che San Pietro, giunto dall’Oriente, abbia toccato per la prima volta il suolo italiano proprio a Capo e che la sua predica evangelica abbia avuto inizio proprio da qui.
E sempre la leggenda, vuole che nessuno possa entrare in Paradiso senza prima aver compiuto almeno una volta il pellegrinaggio al Santuario di Santa Maria del Capo.

PAUL BORGET

Questa che mi accingo a narrarvi non è una vera e propria leggenda, bensì un prezioso e delicato ricordo storico.
Lo scrittore francese Paul Borget, nel suo libro Sensations d’Italie, ha scritto: ” Prima d’esser venuto qui, io non attribuivo ai termini di Barocco e di rococò che un senso di antipatia e di pretesa. Lecce mi ha rivelato che essi possono anche essere sinonimi di fantasia leggera, di folle eleganza e di garbo raro.”
Delle frasi particolarmente gradite all’amministrazione civica.
Infatti, i più precisi potranno notare una targa bronzata sulla facciata del Palazzo di Città.

IL BIMBO ED IL SUO PIANTO

Si tratta di una leggenda ancora molto diffusa negli ambienti popolari salentini.
Questa storia secolare, parla di una ragazza dotata di una bellezza straordinaria con la gravissima colpa, agli occhi dei suoi compaesani, di aver amato un giovane soldato saraceno approdato durante una scorribanda in quelle terre.
Ne ebbe un figlio, ma impazzì subito dopo il parto.
Dopo aver allattato il neonato, lo scaraventò tra le impervie onde del mare.
Per molte notti e molti giorni le grida del piccolo giunsero alle orecchie della ragazza, finchè lei stessa non decise drasticamente di farla finita e gettarsi dalla scogliera.
Per questo motivo, nelle notti invernali particolarmente ventose, molti giurano di udire echeggiare a Capo Leuca il pianto disperato del bambino accompagnato dalle grida di estremo rimorso della madre.